In alcuni paesi è tradizione mettere un pesce di ferro nelle pentole quando si cucina. Lo spiega un chimico e divulgatore specializzato nel suo profilo TikTok. Lo specialista riferisce che non si tratta di un gesto culturale, ma di una strategia per prevenire possibili malattie. Al giorno d’oggi, molti paesi devono ancora prendere coscienza di alcune malattie e proteggersi. A tal fine, mettono in pratica alcuni trucchi nella vita quotidiana. Uno di questi è l’introduzione di un pesce di ferro nelle pentole durante la cottura. Ma quali sono i benefici del ferro per la salute delle persone?
Non è magia, è chimica: una protezione contro l’anemia
I paesi che introducono il ferro durante la cottura nelle loro pentole cercano di proteggersi dall’anemia. L’anemia è una malattia del sangue che si verifica quando l’organismo non ha abbastanza globuli rossi sani o la giusta quantità di emoglobina, la proteina responsabile del trasporto dell’ossigeno ai tessuti. Questa condizione può avere diverse cause, la più comune delle quali è la carenza di ferro, ma può anche essere causata dalla mancanza di vitamine come la B12 o l’acido folico, da perdite di sangue, da malattie croniche o da disturbi ereditari come l’anemia falciforme e la talassemia. I sintomi si manifestano solitamente sotto forma di stanchezza costante, debolezza, pallore, vertigini, mal di testa, difficoltà respiratorie e persino alterazioni delle unghie e dei capelli quando il problema è prolungato.
La causa principale di questa malattia è la carenza di ferro. Di conseguenza, alcuni paesi mettono in atto piccoli accorgimenti per prevenire questa condizione. Introducendo il ferro durante la cottura degli alimenti, si verifica un fenomeno chimico: la temperatura e l’agitazione del ferro nell’acqua ne provocano il rilascio di particelle, aumentando la quantità di ferro negli alimenti. Si tratta di un processo di dissoluzione chimica. Di conseguenza, quando si digerisce il cibo – già cotto – quel ferro passa all’interno del corpo. Lì, gli acidi gastrici reagiscono con il ferro, formando ioni di ferro. Questi ioni possono passare nel nostro organismo, aumentando la quantità di ferro nel sangue e favorendo la produzione di emoglobina. Si tratta di un modo molto semplice per ridurre l’incidenza dell’anemia nei paesi in cui rappresenta un vero e proprio problema di salute pubblica.
Attenzione ad altri materiali tossici
D’altra parte, l’esperto sottolinea che, sebbene l’introduzione di ferro nella dieta sia molto benefica per prevenire o ridurre il rischio di anemia, è fondamentale prestare attenzione alla purezza e al modo in cui viene consumato. Non è sufficiente aggiungere ferro da qualsiasi fonte; è importante assicurarsi che gli integratori o gli alimenti fortificati non contengano altre leghe metalliche che potrebbero essere dannose per la salute. Ad esempio, metalli come il cromo, se ingeriti in quantità inappropriate, potrebbero essere tossici per il sistema immunitario, compromettendo la capacità dell’organismo di difendersi da infezioni e malattie. Pertanto, è sempre consigliabile optare per fonti di ferro sicure e controllate, preferibilmente sotto la guida di un medico o di un nutrizionista, per garantire che il loro consumo apporti i benefici desiderati senza rischi aggiuntivi. In sintesi, il ferro è essenziale per la salute, ma la qualità e la modalità di assunzione sono altrettanto importanti per mantenere il benessere generale.